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Gli Alemanni

La colonizzazione di buona parte della regione nord alpina – le antiche regioni romane dell’Helvetia e della Retia –  viene attribuita soprattutto ad un particolare popolo: gli Alemanni.   Come la parola stessa suggerisce (Alle Mann = tutti uomini) si trattava di un “coacervo di tribù e di popoli compositi” (Agathias, storico greco).  Di loro la testimonianza più antica ci viene da Tacito che nel “De Germania” (98 d. C.) scrive:

“I Germani non abitano mai in borghi o città.  Le loro case non sono mai accostate l’une alle altre. Essi vivono appartati e diversi, dovunque li abbia attratti una sorgente, un campicello, un bosco.  Non edificano villaggi come i nostri, né compatti agglomerati di case.  Le loro costruzioni sono circondate da vasti spazi; forse per sicurezza contro il fuoco o forse perché non sanno fare altrimenti.  Non usano mattoni né tegole, ma legnami rozzi.  In stanze sottoterra, coperte di letame, si riparano dal grande freddo delle loro regioni e ripongono le biade.” “Sono incolti, ma di costumi sani.  I giovani cominciano tardi a metter barba e a generare. Praticano la monogamia e ritengono scellerato limitare il numero dei loro figli.  Più un vecchio vanta una famiglia numerosa, più è rispettato.  Valgono più tra loro i buoni costumi, che altrove le buone leggi.”  “Mangiano cose naturali, frutta selvatica, cacciagione fresca, latte rappreso.  Non usano condimenti nel cucinare i cibi.  Nella sete sono meno temperanti.  Facendoli ubriacare, sarà più facile vincerli con il vino che con le armi.”  “Non conoscono interessi, né usura.  Non hanno traffici né acquistano cose forestiere.  Coltivano estensivamente, procurandosi più terra di quanta non riescano poi a lavorare. Seminano ogni anno maggese nuovo.  Dividono l’anno in sole tre stagioni:  inverno, primavera ed estate.  L’autunno non ha, per loro, né nome né frutto alcuno.”   Tacito ne annota il fiero individualismo e la mancanza di ogni concetto di stato: le uniche decisioni che consideravano vincolanti, erano quelle prese dall’assemblea degli uomini.

Al tempo di Tacito e per tutti i primi secoli queste popolazioni si collocavano tra l’alto Reno e le sorgenti del Danubio.  A partire dal V – VI secolo, reperti archeologici mostrano una penetrazione più capillare a sud del Reno, tra il Lago di Costanza, Windonissa (Winddisch) e la catena alpina, al confine tra le zone d’influenza burgunda e comunque lontano dagli insediamenti romani.All’inizio del IX secolo risultano abitati dagli Alemanni la Valle del Reno, sotto Coira, l’Alpenzell, il Toggenburg, Glarona, la regione dei laghi di Zurigo e di Lucerna fino alle pendici dei laghi di Thun e di Brienz e la Valle dell’Aar.  L’avanzata verso sud subì una battuta d’arresto di fronte alla poderosa catena alpina ed alle terrificanti gole dell’Aar. Dal IX secolo, il miglioramento della situazione climatica, con il  conseguente ritiro dei fronti del ghiacciaio dell’Hasli da una parte, ed il perfezionamento di tecniche per mezzo delle quali superare strapiombi e sbarramenti rocciosi dall’altra, hanno aiutato i coloni alemanni a superare la “Montagna del Grimsel” e a scendere a sud, nell’ampia valle verdeggiante lasciata libera dal ghiacciaio del Rodano.   Il Goms, appare geograficamente una conca (goms significa appunto conca) quasi pianeggiante alla testata della valle bagnata dal Rodano. Reperti archeologici dimostrano che essa fu già abitata saltuariamente fin dall’età del ferro, così come, più tardi, fu sfruttata come pascolo estivo dalle tribù latine insediate più a valle.  Gli alemanni fecero di essa la più antica ed importante colonia agricola dell’alta montagna. Crearono nel Goms un laboratorio in cui sperimentare nuove tecnologie e nuove colture:  abbattere il bosco, dissodare, irrigare, costruire baite, strade, ponti. Inventarono e perfezionarono un bagaglio culturale e tecnologico tale che ben presto la colonia diventò prosperosa e numerosa. Così,  una nuova generazione di coloni si mosse per la conquista di altre valli e di pascoli più o meno sconosciuti; della loro culla, essi porteranno più tardi il nome: Walser (sinonimo di Walliser), ossia abitanti del Vallese, contea della quale il Goms faceva parte.